| Concorezzo
è una vivace cittadina brianzola situata a nord-est di Milano,
a meno di 20 km dal capoluogo, confinante con Arcore, Vimercate, Agrate
Brianza, Monza e Villasanta. Il comune si estende su un territorio di
852 ettari ad un altitudine compresa fra i 160 e i 181 metri s.l.m.
Le origini
Concorezzo, villaggio fortificato in epoca longobarda, si trova citato fin dall'VIII secolo (745 d.C.) in diversi documenti sotto varie denominazioni (Concoretzio, Concoretio, Cocorezo, etc.). Ma che già un
insediamento abitato esistesse nel periodo romano si ha testimonianza
grazie al rinvenimento in questa zona di numerosi reperti archeologici,
monete di età imperiale (del periodo di Antonino Pio, 138-161 d.C.),
sarcofagi, tombe a cremazione.
E’ ancora possibile vedere due coperchi di questi sarcofagi affissi
alle pareti del campanile di S.Antonio, una delle chiese cittadine.
L’abitato si è sviluppato fondamentalmente secondo un asse
nord-sud, ai lati dell’attuale via Libertà - l’antica
direttrice che lo univa con la pieve di Vimercate e, proseguendo, con
Lecco - un tempo detta “Corsia del Borgo”.
Il borgo medievale
L’aspetto
attuale dell’impianto urbanistico è medievale e facilmente
leggibile dall’andamento delle strade del nucleo urbano, strette
e tortuose, e quindi atte alla difesa.
Pare che qui, tra via Libertà e via Valagussa, si trovasse anticamente
una rocca, di cui oggi non rimane alcuna traccia. Nel secolo scorso Cesare
Cantù, confermando una leggenda popolare che voleva il figlio di
Federico II qui imprigionato dopo la sconfitta del 1245, diceva di Concorezzo
che “...nel Medioevo tenea forte castello, in cui fu posto Enzo,
re di Sardegna, prigioniero ; era circondato da mura e fossa, di
cui veggonsi orme, come vedonsi case di molta antichità, sia gotiche
sia bramantesche ; e ruderi, cippi, capitelli, urne si scavano spesso...”.
Una torre, con base di pietra e cornici in cotto, sorgeva invece fino
a metà degli anni ’60 in via Libertà, all’altezza
dell’incrocio con via Repubblica.
Nel secolo XII Concorezzo è l’unico paese della pieve dopo
Vimercate ad essere denominato borgo. Nato con il castrum, o potenziatosi
con esso, si ampliò con il castello e si estese in seguito da un
lato e dall’altro in diverse contrade di cui rimangono alcuni cortili,
che compongono ormai il paese da molto tempo, proteggendosi nell’alto
medioevo con porte che si chiudevano la notte e in caso di pericolo. A
confermare l’esistenza di una porta per Vimercate, che sbarrava
l’accesso al termine del Corso del Borgo, abbattuta per consentire
il passaggio del tram a vapore, rimane una grossa pietra a semiogiva e
la striscia di muro sporgente.
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