Un Parroco del Novecento: Don Antonio Girotti a Concorezzo (1918-1935)

Autore/Autrice:

Dott.ssa Amelia Schilir˛

Argomento:

Personaggi

Provenienza:

UniversitÓ degli Studi di Milano

Data:

2001/02


Descrizione:

Sintesi orientativa e punti di maggiore interesse per la nostra città.

 

Fonte principale di questa tesi è il “Liber Chronicus”, manoscritto del parroco don Antonio Girotti, raccolto in 9 quaderni conservati nell’Archivio Parrocchiale di Concorezzo. In essi don Girotti ha annotato non solo le attività parrocchiali ma anche le vicende civili, sociali, economiche e politiche di Concorezzo negli anni difficili del primo dopoguerra e dell’avvento del fascismo.
Si segnalano le numerose e lunghe note dei vari capitoli, che riferiscono testualmente quanto scritto nel “Liber Chronicus”.Da esse emerge che il parroco non solo si limitò ad annotare quelle vicende, ma vi partecipò personalmente con molta vivacità.
Dopo la dettagliata “BIOGRAFIA” (pagg.10/19) del I capitolo,
nel II capitolo è presentata “L’ATTIVITÀ PARROCCHIALE”, di cui il I paragrafo è dedicata alla “Vita religiosa”(pagg.23/33). La parrocchia di don Girotti educava ad assicurare un’impronta religiosa all’esistenza di ogni persona. Fu un lavoro assiduo e continuo, che diede frutti profondi e duraturi, perché caratterizzò la stragrande maggioranza della nostra gente anche per le epoche successive, fino ai nostri giorni.
Il II paragrafo del II capitolo tratta del “Rapporto di don Girotti con il suo popolo” (pagg.34/39). Il parroco ebbe un contatto personale continuo con la sua gente attraverso le Associazioni, soprattutto nei tempi difficili del dopoguerra. Quest’opera risultò molto efficace soprattutto grazie all’alto grado di istruzione di don Girotti.
Il III capitolo,” LE ATTIVITÀ SOCIALI”, inizia con “Il lavoro” (pagg.50/68), in un paese che dall’agricoltura si avviava all’industrializzazione. Don Girotti si interessò allo sviluppo dell’agricoltura e della bachicoltura (attività legate anche all’economia della parrocchia), ai problemi inerenti ai rapporti tra proprietari e coltivatori e all’innalzamento della qualità di vita degli agricoltori: lega cattolica, cassa rurale, cooperativa di consumo.
I problemi sociali sorti con l’avvio della prima industrializzazione furono affrontati da don Girotti con l’istituzione della “Lega del lavoro” (1918) a fianco del sindacalista cattolico Achille Grandi. Durante la crisi dovuta alla guerra don Girotti non esitò a intervenire personalmente più volte per evitare la chiusura di stabilimenti (vedi nota alle pagg.60/63).
Il II paragrafo del III capitolo si intitola “L’educazione” (pagg.69/74). Molto importante e decisivo fu l’impegno di don Girotti oltre che per l’educazione anche per l’istruzione dei cittadini. Furono da lui fondate le scuole di Lavoro femminile e di Economia Domestica, quella Professionale di Disegno, fu riattivato il Patronato Scolastico, vennero tenute conferenze di formazione e di istruzione specifica, fondato il Circolo di Cultura S.Rainaldo e sviluppata l’attività degli Oratori maschile e femminile.
Il III paragrafo di questo capitolo ha per titolo “ La fede e i mattoni” (pagg.75/83). Don Girotti fece restaurare o rifare totalmente quasi tutte le nostre chiese (S.Eugenio pagg.76/79, S.Antonio pagg.81/83), il campanile con le campane (pag.79), il cimitero, gli Oratori, il salone del teatro, la Casa del Popolo parrocchiale, la nuova casa del parroco(pagg.80/81).Tutto ciò fu realizzato sempre con la concorrenza volontaria dell’intera popolazione.
Con il IV capitolo si passa all’ “IMPEGNO CON I GRUPPI RELIGIOSI, POLITICI E SINDACALI”. In questo capitolo il I paragrafo tratta delle “Associazioni parrocchiali” (pagg.107/117): la Confraternita del S.S.Sacramento, L’Azione Cattolica, le Associazioni giovanili maschile e femminile , il Terz’ordine Francescano. Altre Associazioni di ispirazione cattolica furono la Società di Mutuo Soccorso, il Circolo S.Antonio, il Circolo S.Rainaldo, che ebbero vicende molto agitate (si vedano le numerose note di questo capitolo).
Il II paragrafo del capitolo tratta dei “Rapporti con la politica e il sindacalismo” (pagg.118/127). In questo campo don Girotti considerò il Partito Socialista come un nemico e affidò le sue speranze al nascente Partito Popolare, con il quale si coinvolse personalmente fino a quando gli fu possibile, cioè prima dell’avvento del fascismo (pagg.123/127) .
Il V capitolo è dedicato ai “RAPPORTI CON IL FASCISMO” e si apre con il paragrafo “Un difficile confronto” (pagg.143/155). La nascita dell’ “Associazione Balilla” suscitò subito un contrasto con gli Oratori. Più in generale, poi, sorsero spesso dissidi fra il podestà e i sacerdoti, accusati di critiche esplicite alla politica del fascismo. La firma dei Patti Lateranensi l’11 febbraio 1929 venne accolta dai cattolici concorezzesi come l’auspicio di un miglioramento dei rapporti anche in paese (pagg.149/151). Invece nel 1931 fu sciolta l’Azione Cattolica anche a Concorezzo, tra le proteste del parroco e dei cattolici (pagg.152/154).
Il II paragrafo di questo capitolo è intitolato “Lo scontro con l’autorità” (pagg.156/172).Infatti negli anni ’30 scoppiarono incidenti fra la parrocchia e i fascisti prima per un banale suono delle campane, poi per l’affissione del fascio littorio sugli edifici pubblici e infine, soprattutto, per le iniziative fasciste riguardanti l’educazione dell’infanzia e della gioventù.
Un grave fatto, poi, turbò il paese nel gennaio 1929: la morte di Giuseppe Meroni mentre andava ubriaco per la strada percosso, non si seppe mai se intenzionalmente o no, dal podestà Gerolamo Bonati insieme con altri due fascisti: Dopo una lunga e intricata vicenda giudiziaria (pagg.160/168 e nota n.31 alle pagg. 182/183), il processo si concluse con l’assoluzione del podestà. Ciò destò amarezza in don Girotti e segnò un solco profondo nei rapporti tra la parrocchia e l’autorità locale, rendendo sempre più difficile la loro convivenza.
L’ultimo contrasto annotato nel “Liber Chronicus” riguarda l’inaugurazione dell’Asilo e la benedizione del gagliardetto del fascio femminile (pag.170).
“CONCLUSIONE” (pagg.185/188).Don Antonio Girotti morì il 6 maggio 1935.
Commossa è la rievocazione della sua figura, pubblicata sul periodico monzese “Il Cittadino della domenica” e qui riportata, da parte dell’On.Achille Grandi, fondatore del sindacalismo cattolico monzese.
In conclusione si può ben affermare, senza ombra di dubbio, che don Girotti fu colui che per primo in Concorezzo tracciò il cammino di impegno religioso, sociale e politico dei cristiani. Questo cammino fu poi proseguito dalle generazioni successive fino ai nostri giorni, come è documentato dal fiorire ancor oggi dei numerosi movimenti e associazioni ecclesiali, di volontariato e di testimonianza nell’impegno politico.
Una ricca “ APPENDICE” (pagg.189/228) contiene ampi stralci dei quaderni per il “Liber Chronicus” manoscritti da don Girotti dal 1918 al 1932, alcuni documenti dell’Archivio della Curia Arcivescovile di Milano e inoltre interessanti interviste a persone che sono vissute al tempo di don Girotti e con lui hanno attivamente collaborato.
Chiude la tesi una “BIBLIOGRAFIA e un’interessante serie di “FOTOGRAFIE” dei tempi passati.