Curiosità Storiche - quale risotto?

21/01/2020


Curiosità Storiche - quale risotto? Il borgo ha provate origine tardo romane e toponomastica già tracciata in carte longobarde. Per secoli legato a Sant’Ambrogio, poi capitolo monzese di San Giovanni Battista, infine, con gli spagnoli ritorna “milanese” e feudo di Pirro De Capitani. Insieme alla storia la tradizione è terreno di confronto, in particolare sul risotto: alla milanese o alla monzese, vino bianco o rosso, zafferano o salsiccia, o entrambi, quale brodo? Almeno a Concorezzo possiamo affermare che il risotto è per definizione quello milanese, o giallo, e che ingredienti e passaggi per prepararlo sono stati codificati un secolo or sono nei quaderni della Scuola di Economia Domestica, istituita dal parroco Antonio Girotti con l’obiettivo di elevare culturalmente e responsabilmente le giovani donne e future madri del borgo. Questi preziosissimi quaderni, lungamente conservati dagli autori, sono stati donati in tempi recenti all’Archivio Storico. Tra questi, quelli delle ricette riportano schematicamente possibili menù con la lista degli ingredienti, le quantità, il costo di riferimento, oltre a brevi appunti per ricordare le fasi salienti della preparazione. Ecco, allora, in bella calligrafia a pagina 2 del quaderno di Tremolada Angela, la ricetta del risotto della nostra tradizione per la bellezza di 16 persone. Ingredienti: kg 1,7 riso, hg 1 burro, formaggio e vino, cipolla, sale e zafferano. A parte il brodo col manzo lesso: kg 1.5 di carne, sale, cipolla e chiodi di garofano. Nel menù complessivo, il lesso sarà consumato come secondo insieme alla purea di patate. Costo complessivo dell’intero pranzo nel lontano 1924 è pari Lire 28,10, ovvero Lire 1,75 a persona. Si fa rosolare il burro con la cipolla, quando è ben rosa si leva e si aggiunge il riso, che si lascia tostare per pochi minuti; quindi si versa un bicchiere di vino rosso, quando questo è evaporato si aggiunge a mestoli il brodo bollente e si rimesta continuamente il risotto per circa mezz’ora. A metà cottura si mette lo zafferano sciolto prima in un po’ di brodo per ultimo il formaggio.