10/01/2026
«Incominciava allora (verso il 1870) e già fin da principio attrasse uomini e donne la tessitura in telai nelle case, e si distinse in distribuzione di lino l’Oggioni Giovanbattista di qui». Gravato troppo di tasse dal Comune questa tessitura «trasportò altrove le tende».
Con riferimento a questa citazione, di cui non conosciamo la fonte, alla nota 3 di piè di pagina il Pirola nella sua monumentale opera Storia di Concorezzo vol. I (pag. 402 - “Mezzo secolo di occupazione e industria a Concorezzo (1870-1920 c., cenni”) specifica inoltre che “G.B. Oggioni di famiglia del paese trasferì l’abitazione a Milano”.
Prende il via da questo passaggio questa breve Curiosità storica.
Durante la fase di industrializzazione (seconda metà dell’Ottocento – inizi Novecento) la Lombardia è uno dei principali produttori di lino. Lo si coltiva e lo si lavora in diversi centri. Inizialmente con rudimentali telai di tessitura a mano a domicilio, poi in grossi opifici che davano lavoro a centinaia di maestranze, in particolare donne e bambini. Il lino non è una pianta autoctona, ovviamente. Le sue origini sono antichissime e arrivano sino all’antico Egitto.
Chi era l’Oggioni ricordato dal Pirola? Nato nel 1832 e sposato a Luigia Ronchi, oltre ad essere un quotato borghese per la sua attività, era proprietario di casa e fondo in contrada Santa Marta, come indicato nel Catasto del Lombardo Veneto del 1856, e membro del primo consiglio comunale eletto nel gennaio 1860, ovvero l’indomani del passaggio al Regno d’Italia.
La sfida è dare un volto a questo personaggio del nostro passato.
Per farlo ci aiuta l’intelligenza artificiale partendo dalla deteriorata fotografia dell’ormai abbandonata tomba al nostro cimitero. Il risultato, con una certa approssimazione, ci restituisce il galantuomo che ha contribuito allo sviluppo del borgo quando ancora contava circa 2600 anime.