19/01/2026
“Il Pirola non è un professore, non è uno storico, vive del suo lavoro: alle ricerche storiche si è dedicato per passione e quindi non ha preoccupazioni accademiche, non ha gli scrupoli metodologici, che obbligano a chiudere uno scritto in più o meno angusti confini.” Così nel lontano 1978 Mons. A. Paredi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, nella prefazione della Storia di Concorezzo descriveva Floriano Pirola. Questa è stata la sua cifra: fare ricerche storiche con intelligenza e acume, lasciando sempre aperta la strada a nuove iniziative, ricostruzioni più precise, ovvero complete rivisitazioni delle tesi da lui stesso sostenute.
Discreto e misurato, analitico e instancabile, curioso, critico e spesso combattuto guardando alle ricorrenti vicende dell’umanità. Sempre defilato e riluttante nel ricevere attestati di stima e onorificenze.
Questo è stato Floriano Pirola, mancato il 3 gennaio 2026.
Nato il 5 aprile 1928, matura giovanissimo il singolare approccio alla storia. La svolta a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, da adolescente in Oratorio. Sono gli anni delle infinite letture, delle estati a Vendrogno e di don Giuseppe Sala, energico e capace coadiutore.
Una vita lunga un secolo. La fervida mente e la facilità di scrittura lo avvicina subito al giornalismo. Giornalismo impegnato, di analisi; parole e opinioni che intersecano la politica nazionale e internazionale. Quindi i lustri in banca. Un viaggio segnato da incontri decisivi in ogni direzione: dalla vita privata, a quella professionale, passando per la rete di conoscenze dischiusa dalla passione per la storia.
Torniamo alla Storia di Concorezzo, che presentò come: “ ….. un palinsesto sul quale operare una continua ricerca e costante verifica dei documenti che gli uomini e i secoli ancora non hanno distrutto, …….”.
Questa l’essenza dell’uomo, autorevolezza nel pensiero, senza tuttavia mai mettere la parola fine.