Villa Teruzzi

Via de Giorgi 72, 20863 Concorezzo (MB)

Villa Teruzzi

Costruita nel 1739 su un terreno di proprietà Zanatti, fu ceduta ai Rovida e da questi passò a G.B. Cesati fino al 1818, quando fu venduta come casa di villeggiatura al Conte Raffaele Paravicini. La villa, con pianta ad U, presenta un corpo centrale ed ali di servizio simmetriche, che sporgono verso l’esterno, dando respiro al cortile antistante. Il blocco centrale a tre piani ha una facciata imponente, che presenta fasce murarie verticali e lesene angolari a bugnato piatto. L’ingresso principale è formato da un’apertura tripartita, che al centro culmina con un arco, poggiante su due trabeazioni sostenute da colonne. Dopo l’ingresso si apre l’atrio veranda, al cui fianco vi è uno scalone, parallelo al corpo centrale del palazzo. Prende il nome dalla famiglia Teruzzi, che l’ha acquistata nel Novecento.

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Villa Teruzzi

La storia
Villa Teruzzi è datata 1793.
Nel Febbraio 1818 la signora Angela Larini, vedova Casati, vendeva al Ciambellano Conte Raffaele Parravicini la villa con le proprietà annesse in Concorezzo. Dai rilievi catastali sappiamo che nel 1860 il proprietario della villa era il conte Ascanio Parravicini, divenuto consigliere comunale nelle giunte costituitesi nel 1860 e 1869. Il conte Luigi Parravicini, fu Antonio, divenne invece sindaco di Concorezzo nel 1885, carica che ricoprì fino al 1887.
La proprietà Parravicini in Concorezzo fu poi donata all’Ospedale di Morbegno che avviò una graduale vendita dei vari possedimenti. La villa fu poi rilevata dalla famiglia Teruzzi, da cui prese poi il nome.
Acquisita dall’amministrazione comunale negli anni ’80 del Novecento, la villa è stata completamente restaurata negli anni 1997 - 1998 e destinata a residenza per anziani non autosufficienti.
Successivamente è stata ceduta alla Parrocchia, in cambio di un altro immobile.
Aspetto architettonico
Lo schema della villa è ad U, con le due ali minori sporgenti in pianta rispetto al blocco padronale. Il fronte sud, verso il cortile, è decorato da lesene angolari e da due ampie fasce verticali a bugnato piatto; al centro si apre una serliana, sovrastata da un balconcino in ferro battuto, che reca la data di costruzione della villa. Parzialmente conservato è il giardino.

Estratto da “Storia di Concorezzo vol.II” di Floriano Pirola (2010)
L’ultimo censimento austriaco di un borgo lombardo (1856) - Nota n.39
Al 27 aprile del 1771 Antonio Rovida fu conte Ottavio, canonico di S. Stefano maggiore in Milano possedeva a Concorezzo, unitamente ai fratelli minori, circa 1234 pertiche di terreno, una casa da nobile con “viridario” (giardino), brolo ed una casa per pigionanti con cella vinaria affittata a Giuseppe Moreo (notaio Rocco Bartolomeo Ghillio fu Filippo di Milano. La casa abitata dai Rovida quando venne posta in vendita dai medesimi (17.10.1778) era composta da: “corte, giardino, brolo e boschetto avitato vicino alla roggia Ghiringhella, in Mappa ai NN. 221-231-220- 221 ½ e 465, in tutto pert. 10 tav. 9”. ( G.B. Cesati fu Carlo di Milano P.O. parr. di S. Raffaele, che il 13.8.1778 aveva acquistato i beni di Concorezzo dei Rovida per gigliati 9600 -1 gigliato di Firenze di giusto peso equivaleva a lire 16- che finì di pagare il 12.2.1783 - notaio Pietro Francesco Vergani - acquistò poi anche questa casa).
Nel 1818, al tempo in cui l’acquistarono i Paravicini, “il caseggiato da nobile” era composto da 2 sale, 1 cucina ed 1 dispensa; 1 portichetto, 1 scuderia e nella parte sotterranea da 2 cantine a volta; al piano superiore erano le stanze, 1 delle quali divisa in 2 da “cesata di tavole” (divisorio in legno). “Casa da nobile con giardino e ronchetto, ivi di contro con torchio per uva, granaio e cantina (pert. 6 tav. 9. 6. 3)” In altre carte si legge: 8 locali piano terra, 2 mezzanini, 6 locali superiori, 9 locali al 2° piano e 2 cantine sotterranee. Due case con orto (465-466 con 220-2211/2, più il vignolo 226, il giardino 230 e giardino ed orto 231) compaiono tra i beni “assoggettati a speciale ipoteca dal conte Rafaele Paravicini fu Pietro Paolo abitante a Milano in contrada di Pantano n. 4709, a favore della moglie, contessa Chiara Castelli di Sannazaro, a garanzia della dote ed aumento dotale rispettivamente costituitosi con stromento di questo giorno mese ed anno” (28.11.1818): 434 pertiche e tavole 12, estimo censuario scudi 272. 5. 2. Mentre i beni dei Paravicini passarono ai Caccia Dominioni di Morbegno per il matrimonio di una figlia di Paolo Paravicini con uno di questa famiglia, questa casa venne lasciata all’Ospedale di Morbegno. Antonio Brioschi tornò, infatti, a Concorezzo quale fittabile dell’Ospedale di Morbegno e qui abitò, come pure Angelo Spinelli, sindaco del borgo (è in questo periodo che la Contrada Paradiso cambiò il nome in via Paterini). Passata dall’Ospedale di Morbegno ai Teruzzi, venne da questi venduta al Comune e trasformata in Casa di Riposo. Avendo trascorso molte giornate della mia infanzia ed adolescenza tra quella casa, quel giardino e quei sotterranei me ne è rimasta viva memoria.